2009 10 giu

Sapori della tradizione a Pinarella


by Redazione Web

Questa sera non sapete che fare?
Dopo una lunga e calda giornata di lavoro vi serve un po’ di svago e distrazione!
Ecco a voi un’interessante proposta da veri buongustai a Pinarella, dove le tradizioni gastronomiche di mare si fondevano a quelle di valle, di salina, di pineta e di campagna.
L’Associazione Pinarella Mare organizza infatti questa sera per l’incontro culturale della manifestazione Aghi di Pino, un appuntamento tutto dedicato alle tradizioni gastronomiche e ai prodotti tipici della Romagna.
Per l’occasione i ristoranti di Pinarella Da Luciano, La Cusena e Pepe Nero presenteranno menù legati alle tradizioni a prezzi promozionali.
Dopo cena appuntamento a Pinarella di Cervia alle ore 21, in Via Emilia, angolo Viale Italia, in prossimità della pineta.
Tanti gli invitati e gli esperti del settore: sono previsti interventi di Giugno Farabegoli, autore di pregevoli ricerche sui prodotti della tradizione agricola di Pinarella e sui mangiari di una volta, e Alfio Troncossi, esperto ed appassionato ricercatore delle tradizioni gastronomiche del territorio cervese. Interverrà inoltre Aristide Milzoni, per parlare dei prodotti e dei piatti tradizionali di Pinarella e per riportare la sua esperienza di ristoratore, precursore nella località del recupero delle tradizioni gastronomiche locali.
Nel corso della serata verranno passati in rassegna i “prodotti di sabbia”, che erano coltivati e diffusi a Pinarella: gli ortaggi tra cui patate, cardi e asparagi, e i “vini di sabbia”. Non potrà mancare un riferimento alla coltivazione della canapa, che era particolarmente diffusa fino agli anni cinquanta, e un riferimento alla cucina semplice e povera del passato, con piatti come i mufrigul (una minestra con impasto di farina ed acqua e uova, tagliata a piccoli pezzettini), squezza mus (ovvero i maltagliati), i cappelletti, i passatelli, (piatti che venivano allora preparati in occasione di alcune festività), l’omid (l’umido) con pezzi di salsiccia o cotechino, le seppie con i piselli, la piadina romagnola, le minestre con i fagioli, i galletti con patate, la ciambella e la zuppa inglese, le anguille, le cappe, i prodotti conservati sotto sale e sott’aceto ed altri esempi di cucina povera.
Si farà riferimento anche agli ambienti della cucina del tempo, dove le azdore preparavano i pasti per le famiglie numerose, impegnate nei lavori dei campi, fino a che lo sviluppo del turismo e il boom del secondo dopoguerra non hanno modificato profondamente l’assetto delle famiglie, gli stili di vita e gli stili alimentari.
Dopo tutto questo gran parlare di cibo e tradizioni ai partecipanti all’incontro verrà offerta una piccola degustazione di piadina romagnola.
Buona serata a tutti!

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